giovedì 21 febbraio 2008

travestita


c'era un tempo in cui passavo interi pomeriggi a vestire abiti che non mi appartenevano. indossavo cappelli eccentrici e scarpe col tacco altissimo di almeno 4 numeri più grandi. usavo pochette d'oro e d'argento o borse colorate bizzarre. gli abiti lunghissimi si trascinavano sul pavimento con l'incedere dei miei passi. avevo gli occhi truccati e le labbra dipinte. i capelli prima raccolti e poi sciolti. avevo un tutù rosa e le scarpine da ballo che ormai non mi entravano più. erano le mie vecchie scarpette. usavo quelle per non rovinare le nuove. passavo interi pomeriggi ad essere la prima ballerina del teatro o la gran signora. poi il giorno dopo ero la vecchina della porta accanto e poi la bimba che ogni genitore non voleva. un giorno ero mamma e l'altro ero principessa.
ero duttile. ero trasformista. ero quello che mi andava di essere nel momento stesso in cui mi andava di esserlo.
quant'era bello.
cambiavo personalità, carattere, espressione e linguaggio.
giocavo a non essere io. o forse giocavo a essere io.
credo di essere rimasta la stessa dentro. credo che anche se fuori il trucco e gli abiti sono sempre gli stessi, dentro, io sia rimasta quella che si traveste per essere un'altra.
che bella consapevolezza.

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