
il sonno sta notte non arriva. domani mattina la sveglia mi chiamerà per andare a lavorare e io la odierò.
non sopporto forzare il sonno. mi ritrovo ad ascoltare la città ancora viva fuori. sento la pioggia scrosciare e le macchine correre nelle strade. i tram passano col loro fragore notturno. i netturbini compiono il loro dovere. la tv mi tiene compagnia con le sue monotone chiacchiere sugli exit pol politici.
mi sento carica di energie negative da spurgare.
sto rimuginando sulle innumerevoli varianti che mi offrirà il futuro.
io sono una piccola donna da sempre proiettata al futuro. godo del presente solo perché è un ottimo auspicio per i desideri del prossimo presente.
penso a lui. al suo sonno in una calda notte quasi estiva. penso a quando si farà sentire e come lo farà. penso a come potrei fargli capire quanto fa male. penso alla serenità con cui ho affrontato questa giornata. penso all'amica che verrà a trovarmi e alle amiche che devo andare io a trovare. penso a tutte le persone che vedo di rado e che non dimentico e non mi dimenticano. penso alle mie bellissime scarpe nuove e a quelle che voglio comprare. penso a cosa mi piacerebbe mangiare e a dove mi piacerebbe andare nelle prossime ferie. mi chiedo come scelgano le loro destinazioni le altre persone, a come si identifichino con una città o se semplicemente sanno di poter avere una città in cui riconoscersi completamente. mi chiedo cosa mangerò domani. mi chiedo se tornare a casa o meno.
notte di interrogazioni, elucubrazioni, pensieri e ricordi. rifletto.
la notte lascia spazio ai discorsi solitari. il suo silenzio è preludio di interrogazioni e scrutini molto personali e intimi. mi lascio trasportare da un discorso a un altro senza un'apparente logica, che in realtà è invece spietata e precisa. mi lascio travolgere da emozioni e ricordi. mi faccio accompagnare in dolci sogni e piccole speranze.
mi scopro e mi riscopro, cerco di conoscermi meglio, di capirmi, di amarmi.
credo che alla fine io sappia farmi volere bene. forse non sono capace di tenere le persone vicino vicino a me, ma so che basta una telefonata e almeno 4 o 6 persone sarebbero sicuramente pronte ad ascoltarmi e a darmi asilo per coccolarmi e rinfrancare il mio spirito. non credo di avere moltissimi legami, ma credo che siano quelli che contano, perché veri, perché solidi, perché sinceri.
mi lascio cullare dalla texture che creano le piccole lettere sul monitor, mi incanto davanti al loro scorrere libero, forse con poco senso. avrei bisogno di ascoltare quella poesia onomatopeica sull'acqua... (scroscia, sciaqua, sciaborda, scivola, scorre, rotola, romba, rimbomba...) sarebbe una ninna nanna perfetta per abbandonarmi a morfeo nel modo più dolce possibile.
mi sento così carica di parole, così carica di voglia di comunicare, così chiacchierona...
sta notte... questa splendida notte di pioggia.
cascata di...
'notte.
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