mercoledì 12 marzo 2008

puttana


eri una puttana, una bieca meretrice. venditrice di piacere e di perversioni.
ti nascondevi nell'ombra della notte, i tuoi occhi spenti brillavano nel bagliore del fuoco che usavi per scaldarti nell'attesa di un bisognoso. le mani stanche. le gambe non smettevano di accompagnarti nel lento percorrere di quel territorio tuo da anni. il tuo corpo in vetrina illuminato dai fari delle auto di passaggio. la tua bocca stringeva sigarette e si apriva per pronunciare imprecazioni e parole blasfeme.
vendevi i tuoi servigi al diavolo che ti tentava. i soldi erano quelli che volevi, non ti importava di dover concedere all'uomo il fiore di te. non ricordi più come sei arrivata lì e ora ti chiedi chi sei davvero. mercificata per anni.
hai imparato ad amarti facendoti fottere. hai imparato a guardare negli occhi i vermi che ti usavano per un brivido di piacere chiamato orgasmo. hai imparato a non regalare baci a chi non ne merita, hai imparato a capire le persone.
la gente per strada sa e tu cammini a testa alta, tronfia del tuo potere, piena della tua consapevolezza, viva di una vita che ha saputo insegnarti il vero.
puttana? puttana a chi? a te?
ridi... ridi puttana, ridi tu che hai un valido motivo per farlo e sbeffeggiali tutti.

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