martedì 9 giugno 2009

sei ciò che non è più


a volte si crede che non ci sia modo di perdere le persone che amiamo, con cui siamo cresciuti, pensi che ci saranno per sempre, che vedranno ogni tuo passo, che commenteranno ogni tua scelta, che ti sorrideranno e sgrideranno. pensi che non smetteranno mai di "essere".
poi un giorno, senza accorgertene, il silenzio piomba addosso e tu ascolti quel silenzio impalpabile.
"essere" non è più così scontato. ma non perché smetti di esistere fisicamente, no... la morte è forse più facile da accettare, ma c'è la morte cerebrale... quella è ben più difficile da comprendere.
perdere la voglia di vivere, le motivazioni, la grinta per aggredire la vita tutti i giorni.
spegnersi lentamente in un letto, compiangendosi, piangendosi e rimpiangendosi.
immane tristezza, impossibile da colmare.

e così silenzioso, cerchi di capire se desideri che giunga anche la morte fisica a porre fine al suo strazio. gli voglio bene. son cresciuta ballando sopra i suoi piedi in salotto, abbracciandolo appena potevo, andando al mare intere giornate e dormendo a casa sua d'estate. mi ha insegnato a mettere il cuscino nel letto per stare dritti a guardare la tv. mi ha regalato il mio primo paio di levi's e una felpa che adoro. mi ha raccontato storie a cui era difficile credere anche se ero bimba. era ruvido di carattere come un vecchio fin da giovane. lo spiavo mentre la mattina eseguiva tutti i rituali del suo giorno.

mi mancherà... mi manca già adesso...
è come se già non ci fosse più...
brutto lo so, ma forse è solo un mio modo di abituarmi all'idea di una futura perdita.
scusa zio... non per questo non rimarrai nel mio cuore e non lo sei già ora.
ti voglio bene, non soffrire troppo.

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